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27/05/08
Sabato 31 maggio, 20.30: Juanjo Mena dirige i balletti capolavoro di Ravel e Stravisnkij
Juanjo Mena, mentre conduce le repliche di Evgenij Onegin, sabato 31 maggio propone al Carlo Felice anche un concerto sinfonico di grandissimo fascino, con due delle più celebri amate e trascinanti partiture per balletto del Novecento. Nella stessa sera sotto la guida del proprio Primo Direttore Ospite l'Orchestra del Teatro Carlo Felice proporrà la Suite che Igor Stravinskij ha ricavato nel 1919 dal proprio strepitoso balletto L'oiseau de feu, L'uccello di fuoco, e l'intera "Sinfonia coreografica in un atto e tre quadri" Daphnis et Chloé di Maurice Ravel, composte entrambe intorno al 1910 per i meravigliosi Ballets Russes di Sergej Djaghilev.

I due balletti hanno trame molto simili, la vicenda coreografica dell'Oiseau de feu è tratta dal racconto leggendario Katšei l'immortale (da cui Rimskij-Korsakov aveva già ricavato un'opera nel 1902) e il libretto è firmato da Michel Fokine come quello di Daphnis et Chloé. Racconta di un uccello miracoloso che aiuta lo zarevic Ivan a liberare alcune fanciulle da un demone, e tra questa la principessa che ama. Il libretto di Daphnis et Chloé è tratto dal romanzo pastorale Dafni e Cloe dello scrittore greco Longo Sofista (II o III sec. d. C.) e racconta del pastore Daphnis che ha conquistato danzando la bella Chloé, ma la la conturbante Lyceion cerca di sedurre lui mentre dei pirati rapiscono lei. Per fortuna le ninfe chiamano in soccorso Pan, che, scatenando un temporale, libera Chloé. Tornata da Daphnis, Chloé danza insieme a lui la vicenda di Pan e Syrinx, la Naiade amata dal dio dei boschi che, per sfuggirgli, annegò mentre cercava di nascondersi tra le canne di un fiume, l'unica cosa che Pan riuscì ad afferrare al termine dell'inseguimento e con cui, per consolarsi, costruì il flauto che ancora oggi porta il nome della fanciulla.

Ravel e Stravinskij, con tutte le differenze che li separano, hanno elaborato una serie di pagine strettamente legate, nel ritmo, nell'invenzione melodica e persino nel colore strumentale, alle situazioni coreografiche, ma le hanno intrecciate tra loro in un discorso musicale senza soluzione di continuità grazie a ingegnosi momenti di transizione, a raffinate dissolvenze incrociate o, viceversa, a bruschi cambi di clima che hanno la funzione di veri e propri colpi di scena musicali, fino all'apoteosi finale che appare vera, euforica e liberatoria in entrambi i casi.


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