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09/02/10
Il Nabucco di Giuseppe Verdi sarà l'opera inaugurale della Stagione 2010 del Teatro Carlo Felice
In scena da venerdì 19 febbraio a martedì 2 marzo
Un Nabucco caratterizzato dall'atteso ritorno di Daniel Oren sul podio e dalla regia di Saverio Marconi, scene di Alessandro Camera e costumi di Carla Ricotti.
L'allestimento è del Teatro Massimo di Palermo dove ha debuttato nei primi giorni del 2010. Fra gli interpreti principali Dimitra Theodossiou (Abigaille) e Sergey Murzaev (Nabucco) che si alterneranno con Elena Pankratova e Devid Cecconi con Anooshah Golesorkhi nella recita del 2 marzo; Fenena è Tiziana Carraro.
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice, Maestro del Coro Ciro Visco.

"Nabucco - sosteneva il grande musicologo Massimo Mila - non è un dramma di personaggi, bensì uno statico affresco corale dove il più alto livello di vita scenica e di liricità è raggiunto senza dubbio dalla massa del popolo ebraico". E, in effetti, in Nabucco, il coro è il vero protagonista, la coralità è la cifra di quest'opera (basti citare il celeberrimo "Va' pensiero") dove l'epica della collettività caratterizza il dramma, immerso anche in una prospettiva profetica (cui dà voce il personaggio di Zaccaria) in cui è possibile scorgere più di un'eco della nuova funzione morale dell'arte teorizzata da Giuseppe Mazzini nella Filosofia della musica (1836).

Primo successo operistico di Giuseppe Verdi, dopo un periodo funesto sia nella professione che nella vita (tanto che il compositore era sul punto di abbandonare l'attività), Nabucco debuttò alla Scala il 9 marzo 1842 dove fu accolto trionfalmente, diventando subito il simbolo del rapporto tra Verdi e il Risorgimento. Un legame che trova nella vicenda dell'oppressione del popolo ebraico la metafora forte di un'Italia ancora divisa e, nel canto che gli ebrei levano dalle rive dell'Eufrate, l'anelito ad una patria finalmente libera ed unita.

L'azione del Nabucco è collocata a partire dal 587 a.C.. La prima tranche si svolge a Gerusalemme, le altre a Babilonia. Le quattro parti che compongono il dramma sono titolate rispettivamente "Gerusalemme", "L'empio", "La profezia", "L'idolo infranto". Unico personaggio storicamente vissuto è il protagonista, che nella realtà si chiamava Nebucadnezzar. L'opera affronta il destino del popolo ebraico durante l'esilio babilonese; questo è il nocciolo dell'intreccio, anche se parallelamente si svolge la vicenda amorosa tra Fenena , figlia di Nabucco, e Ismaele, israelita e nipote del re di Gerusalemme; specificità dell'opera è che l'amore tra i due è posto in secondo piano. Verdi stesso racconta d'aver chiesto al librettista Temistocle Solera di togliere un Duettino perché «raffreddava l'azione e toglieva grandiosità biblica»… L'amore c'è, ma è unito ai temi della lotta per la libertà e dell'oppressione.



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