COMUNICATO STAMPA

PRIMA ASSOLUTA
Oz on the road
un’opera di confine (e non solo un'opera)

Fondazione Teatro Carlo Felice e Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse
Da un’idea di Emanuele Conte
Libretto Fabrizio Gambineri
Direttore e Compositore Bruno Coli
Con i Solisti dell’ “Ensemble Opera Studio” Fondazione Teatro Carlo Felice  e con Alberto Bergamini
Regia Emanuele Conte
 
Regista assistente Nicholas Brandon
Scene Paola Ratto
Costumi Guido Fiorato
Movimenti coreografici Claudia Monti
Orchestra e Coro di Voci bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice

Personaggi e Interpreti
Omino / Oz
Alberto Bergamini

Dorothy
Paola Santucci
Costanza Gallo

Zia Emma / Streghe
Francesca  Sartorato

Zio Henry
Fabrizio Beggi

Spaventapasseri
Biagio Pizzuti

Tom, fattore / Tin
Manuel Pierattelli

Bill, stalliere / Lion
Valdis Jansons

DATE SPETTACOLO
martedì  24 gennaio ore 10 *
mercoledì 25 gennaio ore 20.30
giovedì 26 gennaio ore 10
domenica 29 gennaio ore 16
martedì    31 gennaio ore 10
mercoledì   1 febbraio ore 20.30
giovedì  2 febbraio ore 10
* anteprima per le scuole

Calendario e prezzi

MATTINO
martedì 24 gennaio, ore 10.00
giovedì 26 gennaio, ore 10.00
martedì 31 gennaio, ore 10.00
giovedì 2 febbraio, ore 10.00
Posto unico: adulti euro 10,00 - ragazzi euro 5,00
MATINÉE
domenica 29 gennaio, ore 16.00
Posto unico: adulti euro 8,00 - ragazzi euro 6,00
Rientra nell’abbonamento “Tosse in famiglia”
SERALI
mercoledì 25 gennaio, ore 20.30
mercoledì 1 febbraio, ore 20.30
Posto unico: intero adulti  €. 15,00 – ridotto €. 12,00 – giovani (*) €. 10,00 – ragazzi (**) €. 6,00
(*) giovani da 15 a 26 anni    (**) ragazzi sino a 14 anni

Debutta in Prima assoluta mercoledì 25 gennaio, ore 20.30 e martedì 24 gennaio, ore 10.00 per le scuole al Teatro Carlo Felice di Genova Oz on the road, una coproduzione del Teatro Carlo Felice e Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse.
Lo spettacolo con la regia di Emanuele Conte è ispirato al romanzo Il mago di Oz di Frank L. Baum scritto nel 1900.
Oz on the road nasce dall’idea del regista di contaminare la storia di Oz con l’epica dei romanzi anni ‘60 della Beat generation di Jack Kerouac, Allen Ginsberg e  William Burroughs.
Anche in questa nuova versione del classico di Baum, Dorothy vive nella sua tranquilla casa nel deserto del Texas finché un tornado non la  catapulta sulla mitica Route 66, sfondo indimenticabile delle avventure di Sulla Strada.  Inizia così un viaggio avventuroso contrappuntato da incontri bizzarri.
L’Uomo di Latta in questa nuova versione ha le sembianze di un barbone che vive in una discarica e ha assemblato la propria corazza con quello che gli capitava tra le mani; il Leone Codardo è un bullo di periferia che non fa paura a nessuno, una sorta di amletico James Dean che in cuor suo ammette la totale mancanza di cause alla sua ribellione. Lo Spaventapasseri, invece, è proprio uno spaventapasseri. Un oggetto di forma umana che Dorothy ben conosce perché funziona come richiamo delle sue origini oltre che come confidente ingenuo.
Partendo da questo incipit  il compositore Bruno Coli insieme al  librettista Fabrizio Gambineri hanno realizzato una musica che tiene conto della contaminazione tra generi mescolando il musical alla musica classica con derive rock.
Da questo incontro è  nato un lavoro di confine tra opera lirica e teatro di prosa, che viaggia tra diversi generi musicali con una partitura dinamica che accompagna Dorothy e i suoi strambi compagni di viaggio “sulla strada”.
Le scene dello spettacolo, realizzate da Paola Ratto, per la parte svolta in Texas sono fedeli al libro e dopo il tornado che trasporta la protagonista sulla Route 66 vengono contaminate con le suggestioni della cultura beat. Il mondo di Oz viene reinventato e nasce così una terra colorata e ricca di sfumature come la musica e l’arte degli anni ‘60. La stessa contaminazione che si ritrova nei costumi realizzati da Guido Fiorato.
Sul palco con i Solisti dell’ “Ensemble Opera Studio” Fondazione Teatro Carlo Felice  ci sarà Alberto Bergamini a cui è affidata la parte di prosa oltre all’Orchestra e Coro di Voci bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice.

 “Il mago di Oz”, pubblicato nel 1900, ebbe già nel 1902 una fortunata trasposizione in musical; per non parlare del film con Judy Garland. La trama del racconto – Dorothy letteralmente strappata da un uragano (compresi casa e cagnolino) dal mondo rurale, sereno ed ottimistico in cui è cresciuta viene catapultata nel fantastico mondo di Oz – merita oggi una riflessione, se non un aggiornamento.

Emanuele Conte su Oz on the road :

Il Mago di Oz e la musica
Il magnifico mago di Oz, nato dalla penna di Frank L Baum nel 1900, è un famosissimo romanzo per ragazzi che già al suo esordio, a soli due anni dalla sua prima edizione, ha manifestato tutta la sua musicalità.
Lo stesso autore ne curò infatti un primo adattamento musicale per il teatro,  che debuttò a Chicago nel 1902 per approdare a Broadway l’anno successivo e  chiudere dopo ben 9 anni di tour.
Insomma una storia di indiscutibile successo che da 110 anni appassiona lettori di tutte le età.
Leggendo il libro originale a mia figlia, quando aveva sei anni, ho subito provato l’impulso di metterlo in scena, forse per deformazione professionale o forse perché ancora una volta la poetica figura di Dorothy aveva colpito.
E’ nato così, qualche anno dopo, grazie all’invito della Fondazione Carlo Felice e del Maestro Giovanni Pacor, il progetto di realizzare un’opera destinata ai giovanissimi, ma non solo: una specie di invito a teatro per tutte le età.
Insieme al compositore Bruno Coli e al librettista Fabrizio Gambineri abbiamo creato uno spettacolo di confine tra opera lirica e teatro di prosa: un vero e proprio musical “on the road” , capace di viaggiare tra vari generi musicali dando vita ad una partitura dinamica che interpreta ogni sfumatura delle avventure di Dorothy e dei suoi compagni di viaggio.
La giovane protagonista, in questa nostra rilettura, è, come nell’originale, una ragazzina che vive in una casetta nel deserto del Kansas con zia Emma e zio Henry, ma la novità è che il ciclone la trasporterà dall’America del 1900 polverosa e rigorosamente in bianco e nero, ai coloratissimi anni sessanta e alla route 66, la strada leggendaria che spacca in due gli Stati Uniti.
Così conosceremo un leone codardo, ovvero un gigantesco ragazzone vestito di pelle che sotto un scorza da bullo rock di periferia si scoprirà cantate romantico e sensibile, uno spaventapasseri senza cervello che tanto desidera essere capace di ragionamenti anche troppo complicati, un uomo di latta che, cercando di sfuggire a una società per lui incomprensibile, decide di vivere isolato in una discarica, nella quale  trova tutto il necessario per costruirsi una corazza che crede invulnerabile.
Tutti si ritroveranno al cospetto del misterioso Oz. Ma chi è veramente questo mago delle immagini, del puro apparire?
E naturalmente ci sono streghe cattive, ma anche streghe buone…
Alla fine Dorothy tornerà nel Kansas del 1900 o preferirà rimanere negli anni ’60 senza più rivedere gli amati zii? Forse né l’uno né l’altro…
Forse non tutti sanno che Frank L. Baum scrisse il primo libro di Oz sul finire di una grave crisi economica… Un finale allegro e coloratissimo pensiamo possa essere un augurio per tutti affinché il 2012 sia un anno di rinascita e fiducia nel futuro.
Emanuele Conte
 
 
Genova, 12 gennaio 2012                                L’Ufficio Stampa
 
 
 

Comunicato Oz on the road

Prima assoluta di Oz on the road, un’opera di confine (e non solo un'opera)
Una coproduzione Fondazione Teatro Carlo Felice e Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse